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CANTICO COSMICO

Ernesto Cardenal

Collana Arcoiris

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Descrizione prodotto

Cantico Cosmico è la creazione magistrale di un poeta che possiamo senza indugi definire tra i più grandi del XX secolo. E, insieme al Canto General di Pablo Neruda, costituisce l’opera poetica di maggiore impatto che l’America Latina abbia mai partorito.

Il poeta J. C. Urtecho accosta questo vasto e complesso poema alla DivinaCommedia di Dante e al De rerum natura di Lucrezio. (Paul W. Borgeson Jr., Università dell’Illinois, USA).

 

Il Cantico di Cardenal è, come quello del poeta cosmico di Manhattan, un canto dinamico e collettivo, è da lì che il poeta nicaraguense può affermare, con gioioso accento Whitmaniano:

“È la terra che canta in me attraverso questo Cantico Cosmico.” (Luce López-Baralt, El Cántico Místico de Ernesto Cardenal.)

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Ernesto Cardenal

Nato in una ricca famiglia di Granada, Ernesto Cardenal studiò Lettere prima all’Università di Managua e poi, tra il 1942 e il 1946, in Messico. Si trasferì poi a New York per completare gli studi (1947 – 1949) e fino al 1950 viaggiò attraverso l’Italia, la Spagna e la Svizzera.Tornato in patria, militò nella resistenza contro il regime di Anastasio Somoza García, sostenuto dagli Stati Uniti, e nel 1954 partecipò alla Rivoluzione di Aprile, un tentativo fallito di mettere fine alla dittatura in Nicaragua.

Convertitosi al cattolicesimo nel 1956, Cardenal decise di entrare come novizio nel monastero trappista di Nostra Signora a Gethsemani (in Kentucky), dove fu discepolo del religioso e poeta Thomas Merton. Lasciò l’abbazia nel 1959 per completare gli studi teologici a Cuernavaca, in Messico, dove venne ordinato sacerdote nel 1965.

Fu co-fondatore della comunità religiosa di Solentiname, su un’isola nel Lago Nicaragua, dove predicò la non-violenza appresa da Merton e dove fondò anche una colonia di artisti primitivisti.

Scoperta la sua appartenenza al Fronte Sandinista di Liberazione Nazionale (FSLN), fu costretto a rifugiarsi all’estero: divenne ambasciatore dell’opposizione sandinista all’Avana (Cuba).

Il 19 luglio 1979 entrò a Managua con le truppe rivoluzionarie abbattendo il regime di Anastasio Somoza Debayle (figlio del precedente presidente); venne nominato ministro della Cultura dal nuovo governo guidato da Daniel Ortega.

Nel 1983, durante la sua visita in Nicaragua, papa Giovanni Paolo II lo invitò pubblicamente a dimettersi: essendosi rifiutato, Cardenal fu sospeso “a divinis”.

Continuò a rivestire la carica fino al 1987, quando il suo ministero venne soppresso per ragioni finanziarie.Nel 1989 Ernesto Cardenal e Dietmar Schönherr fondarono, a Granada, la Casa de los Tres Mundos, un lungimirante progetto di cultura e sviluppo.Cardenal abbandonò il FSLN nel 1994, in polemica con quella che lui interpretò come deriva autoritarista nella gestione del partito da parte di Daniel Ortega.

Tra gli innumerevoli riconoscimenti ricevuti lungo la sua straordinaria carriera spiccano il Premio Reina Sofía de Poesía Iberoamericana, XXI edizione, e il Premio Iberoamericano de Poesía Pablo Neruda. Nel 2004 è stato candidato al Premio Nobel.

 

Dal 2005 conduce un laboratorio di Poesia con i bambini in cura all’ospedale oncologico “La mascota” di Managua.

“Io non aspetto il Giorno del Giudizio Finale con particolare ottimismo, ma prevedo che una delle cose positive che mi verrà detta sarà: Io ero un bambino malato di cancro e tu mi hai insegnato a fare poesia.”

 

 

La vita uscì dal mare

come bagnante su una spiaggia di Corn Island.

Palme in primo piano,

dietro l’azzurro, gli azzurri,

azzurrissimi azzurri e

frange verdi …

come fiumi verde-chiaro tra l’azzurro

azzurro scuro

grandi macchie nero-azzurre,

e il cielo quasi non è azzurro davanti a tali azzurri

e sulla sponda, sopra le pietre: cristallo, incolore cristallo;

più in qua una sabbia come di zucchero,

e le palme con cocchi in primo piano.

E la bagnante avvicinandosi a noi

gocciolante.

La vita uscì dal mare. Venere sgocciolando acqua.

Per questo il sangue è salato come l’oceano

e la proporzione di sale è la stessa.

E come il sodio, il potassio, nelle nostre vene

sono dell’oceano primigenio.

Gocciolando lacrime e sangue.

(…)

La creazione la facesti troppo bella

e ci siamo innamorati, ma non di te.

E nell’erotismo, Signore, ti è scappata la mano.

 

 

Ernesto Cardenal – Cantico Cosmico

(Trad. di Celina Moncada

Rayuela Edizioni 2013)

Informazioni aggiuntive

Autore

Ernesto Cardenal

Anno

2013

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